Sante
dipinto
1790 - 1810
Favini Francesco Antonio (attribuito)
1749/ 1843
Personaggi: Sant'Apollonia; Santa Lucia; sant'Agata. Attributi: (Santa Lucia) piattino con occhi; (Sant'Agata) seno ferito; (Santa Apollonia) pinza con il dente. Simboli: palma del martirio
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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MISURE
Altezza: 157
Larghezza: 140
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ATTRIBUZIONI
Favini Francesco Antonio (attribuito): pittore
- LOCALIZZAZIONE Lesignano de' Bagni (PR)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Originariamente il dipinto era collocato sull'altare dedicato alle tre sante, lungo la parete sud della chiesa (inventario del 1829), ma a seguito dei lavori compiuti per volontà di don Vignali, che volle riportare la chiesa all'antico aspetto romanico, nell'inventario del 1941 risulta già trasferito in canonica insieme agli altri dipinti di proprietà della Badia. Eliminati gli antichi altari, sostituiti da mense e mattoni, non ritenne più consono al nuovo clima architettonico il precedente arredo liturgico. Questo dipinto viene attribuito da Cirillo e Godi al padre francescano Atanasio Favini da Coriano, che, nato a Coriano nel 1749, frequentò l'Accademia di Parma ed ebbe come maestro Pietro Ferrari. Successivamente si trasefrì a Bologna, a Roma e ancora in Emilia e a Macerata dove in tarda età aprì una scuola di pittura. Visse 94 anni e realizzò numerose opere non tutte identificabili, conferendo grande importanza al valore religioso delle immagini. Le sue opere più mature, prevalentemente situate in Romagna, rivelano oltre alla matrice parmigiana mutuata dal Ferrari, lo sforzo di coniugare forme neoclassiche con temi sacri caricandoli di una forte energia sentimentale e talvolta di drammaticità. A Parma ha lasciato alcune opere riconducibili alla sua mano "Beato Buralli" (chiesa dell'Annunziata) un "Compianto" e una "Presentazione al Tempio" (S. Michele all'arco) datati 1792. Anche questo dipinto è sicuramente riconducibile nell'alveo della pittura neoclassica e mostra un pittore di alta qualità, raffinato nel coniugare il gusto per l'antico, evidente nel dettato della moda, ad antiche memorie seicentesche che emergono nelle cromie, memori dell'opera dello Schedoni. L'attribuzione a padre Atanasio, proposta da Cirillo e Godi, non convince però pienamente, anche se in alcune oper tarde del francescano (cfr. "San Francesco dà la regola a Santa Chiara" Monte S. Giusto, chiesa del ricovero, 1835 ca.) è possibile riconoscere un uso del colore prossimo alla pala di Badia Cavana. Il nostro pittore sembra comunque collocarsi in un clima pienamente parmigiano, aggiornato sulle novità proposte da pittorii come Landi o successivamente anche Borghesi rivelando quindi una formazione accademica già pienamente neoclassica, mentre non pare possibile identificare alcun riferimento alla pittura di Ferrari o più in generale al gusto pittorico del Settecento emiliano
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800130754
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- DATA DI COMPILAZIONE 2002
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0