Motivo decorativo geometrizzante astratto (alveoli)
La fascia capitellare segue il profilo dei salienti del semipilastro impostato sulla testata tra l'abside e la navatella settentrionale (lesena centrale; a sinistra una semicolonnina tra due riseghe; a destra singola semicolonnina). Il profilo inferiore è segnato da un collarino liscio, quello superiore da un abaco che traccia un profilo spezzato. Il motivo fogliato si distribuisce uniformemente sulle superfici del capitello della lesena centrale e delle adiacenti colonnina (a destra) e risega (a sinistra). Grandi foglie d'acanto si sovrappongono su due livelli e hanno la punta superiore lievemente ricurva e aggettante rispetto al piano di fondo. Le membrature all'estrema sinistra (semicolonnina e risega) sono invece coronate da un elemento di restauro che ospita una decorazione ad alveoli organizzata in motivi romboidali stellati
- OGGETTO fascia capitellare
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MATERIA E TECNICA
pietra/ incisione
pietra/ scalpellatura
- AMBITO CULTURALE Ambito Piacentino-lombardo
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Chiesa di S. Maria Assunta
- INDIRIZZO Piazza della Vittoria, Lodi (LO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'apparato plastico dei sostegni del Duomo di Lodi è trascurato dalla critica (breve accenno è in Schiavi 2024, pp. 327-328). La fascia capitellare è riemersa come le altre durante i lavori di restauro degli anni 1958-64 condotti dal Degani, nascoste sotto uno strato di intonaco e stucco, come mostrano le foto d'epoca dei lavori in corso. La tipologia di fogliato - del tutto simile agli esemplari che segnano la testata presbiteriale (n. 9-11-12) - riconduce all'ambito piacentino (nel duomo della città emiliana, solo come esempio, si avvicina ai capitelli D8 e G6 nella numerazione di Klein 1995), seppur tradotto in uno stile meno raffinato. La lavorazione delle foglie d'acanto e dei giunchi strigilati ricordano elementi a decoro, ad esempio, del portale di Sant'Antonino a Piacenza (databile attorno al 1171). Si tratta con tutta probabilità dunque dell'opera di un lapicida di formazione piacentina attivo sul cantiere lodigiano, che venne avviato dopo la fondazione della nuova Lodi nel 1158 e proseguì nei decenni successivi (l'avvicinamento con esempi piacentini e la collocazione nelle parti alte dell’edificio porta a una datazione a cavallo tra terzo e ultimo quarto del secolo). L'elemento all'estrema sinistra è evidente intervento di restauro: la medesima tipologia si ritrova in diversi esemplari della cripta del duomo lodigiano realizzati ex novo durante gli interventi di ripristino del Degani a metà XX secolo
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0303285501
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova
- ENTE SCHEDATORE Università degli Studi di Pavia
- DATA DI COMPILAZIONE 2026
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DOCUMENTAZIONE GRAFICA
riproduzione planimetria da bibliografia edita (1)
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0