paradiso (?)

dipinto, 1570/ 1571

Il dipinto raffigura diversi ordini di schiere angeliche sovrapposte in scorcio separate da nubi massicce grigie scure. Gli angeli hanno ali gialle e vesti cangianti nei toni freddi del rosso, verde, giallo, azzurro e giallo. Le schiere prospetticamente più lontane sono a monocromo bruno-giallo. Al centro, sempre a monocromo bruno-giallo, sono raffigurati il Padreterno e Cristo in gloria con angeli, entro una raggiera gialla

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA intonaco/ pittura a fresco
  • ATTRIBUZIONI Lomazzo Giovan Paolo (1538/ 1600)
  • LOCALIZZAZIONE Milano (MI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il ciclo è ospitato nella cappella aperta nel 1529 da Antonio Foppa. E' lo stesso Lomazzo a ricordare la sua opera (Libro secondo dei grotteschi, Milano 1587, p. 116; Trattato 1585, IV, 13, p. 323) e a fornirne l'indicazione cronologica. Successivamente menzionati nelle guide, i dipinti, come osserva il Klein (1974, II, 773 e segg.) mostrano un singolare effetto cromatico: i pochi colori utilizzati (viola, verde, giallo, azzurro, rosso cupo) saturati più o meno intensamente servono soprattutto ad indicare le parti in ombra, mentre quelle in luce sono spesso lasciate in bianco. Sempre il Klein (ibidem) sottolinea, nei due dipinti delle pareti laterali, l'ascendenza raffaellesca, filtrata attraverso Giulio Romano, mentre nelle figure di Profeti e Sibille risulta più chiaro il richiamo alla tradizione post-michelangiolesca, e alle esperienze di Correggio e dei Campi. Nell'abside, dove evidente è la discendenza dall'opera di Gaudenzio a Saronno, l'impianto schematico e la forzata distinzione degli ordini angelici mediante toni diversi di colori, annulla gli effetti plastici, giungendo ad un rigido antinaturalismo. Il Freedberg (1971, p. 411) individua in Bramantino un'ulteriore fonte per il particolare processo di geometrizzazione, tendente all'astrazione, attuato da Lomazzo in questi affreschi. Il linguaggio di Bramantino è prodotto modernamente, secondo accenti dallo stesso Freedberg definiti non classicistici, ma archeologici, col risultato di un appesantimento costruttivo dei volumi e di costruttiva retorica nelle azioni. Secondo il Klein (ibidem) gli affreschi, completati dalla tela posta sull'altare, mostrano, nel loro programma iconografico un intento anti-eretico, evidenziato dalla contrapposizione, nei due dipinti delle pareti laterali, raffiguranti la Caduta di Simon Mago (Atti di Pietro, 32) e la resurrezione di Eutichio (Atti XX, 9), tra la caduta di colui che si è voluto sostituire al Vescovo di Roma e la resurrezione del credente, morto a causa del suo zelo nell'ascoltare la parola di Dio. Alcuni disegni preparatori per gli affreschi sono pubblicati da G. Romano (1982, p. 254, n. 52 e 255), Bora (1971, pp. 45, 46, n. 56, 57, 58 e Ruggeri (1974, pp. 67, 68)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300204826-3
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
  • DATA DI COMPILAZIONE 1985
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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