centro storico, agricolo, difensivo, Corato (XI)

Corato, XI

Centro della provincia di Bari. Presenta funzioni residenziali, produttive, artigianali e religiose

  • OGGETTO centro storico agricolo, difensivo
  • CARATTERI AMBIENTALI Il centro abitato è situato a 232 metri sul livello del mare. Il territorio comunale, con una superficie di 167,73 km², si estende sulle pendici orientali delle Murge. Prevalentemente roccioso o semi-roccioso, è caratterizzato da ampi spazi aperti nei quali domina la vegetazione spontanea, interrotti da aree coltivate prevalentemente a vigneto, oliveto, mandorleto e seminativo
  • LOCALIZZAZIONE Corato (BA) - Puglia , ITALIA
  • INDIRIZZO Via Duomo, Corato (BA)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE L'origine del nucleo abitativo, la cui morfogenesi ha determinato la costituzione della città, risale alla fine dell'XI secolo con l'avvento dei Normanni. L'indagine relativa ai primitivi insediamenti antropici che si attestano in agro coratino risalgono al XIV secolo a.C.: ne è testimonianza il monumento megalitico noto come il 'dolmen di Corato'. Il dispositivo funebre è una tomba comune che rientra nella tipologia 'a galleria': essa è enfatizzata da un ingresso costituito da due grandi monoliti disposti verticalmente nel terreno e voltati da un ulteriore lastrone orizzontale, posto a guisa di tettoia. Similmente a quanto ancora persiste nell'impianto sepolcrale del dolmen di Bisceglie, anche il monumento preistorico coratino in origine avrebbe dovuto essere preceduto da una pseudo-galleria, costituita da due filari paralleli di monoliti disposti verticalmente in soluzione di continuità. L'ulteriore traccia dell'antropizzazione preistorica in agro coratino riconduce alla necropoli situata in località San Magno: le tombe 'a tumulo' di tipo dolmenico sono databili entro la tarda età del bronzo. Dopo le guerre puniche e la conseguente romanizzazione della Peucezia tutta l'area a nord di Rubi era caratterizzata da una fitta rete di ville rustiche: insieme esse formavano dei casali votati alle attività agricole, spesso chiamati pagus, ossia villaggi. La fase più significativa per la formazione del borgo fortificato risale in epoca normanna. In questo periodo si concretizza la costruzione dei quattro donjons quadrangolari, disposti a rafforzamento della cinta muraria, intervallandosi tra loro euritmicamente. Alla stagione romanico-pugliese si ascrive l'edificazione della chiesa madre di Santa Maria Maggiore: dell'originaria fabbrica bassomedievale persistono pochi elementi a causa del massiccio rifacimento della chiesa dopo il sisma del 1627. Corato era un centro particolarmente fiorente in epoca normanna da quanto si evince dalla descrizione della città elaborata da Idrisi nella periegesi del regno di Ruggero II: «Quarat, bella, popolata, nobile e deliziosa, abbondante di frutta e feconda di prodotti alimentari». Tra la fine dell'XI e il XII secolo sorgono le chiese monoaulate di Santa Lucia e San Vito. In epoca sveva Bertoldo di Hodemburg era feudatario di Corato. Morto Federico II, Corato rimase fedele a Corradino, che per questa regione definì la città col motto "cor sine labe doli" come si legge ancora oggi nel cartiglio dello stemma araldico della comune. Durante il regno angioino Corato entrò nell'orbita del Principato di Taranto. A partire dal XVI secolo si registrò un periodo di splendore economico, leggibile mediante la disamina delle architetture palatine più prestigiose che s'innestarono nel borgo bassomedievale, quali palazzo De Matteis e il distrutto palazzo ducale, dal tipico trattamento delle pareti esterne con un chiaroscurale bugnato a punta di diamante. Sull'antica piazza del Mercato, l'odierna piazza di Vagno, si affacciano diverse costruzioni rinascimentali cinquecenteschi. Nel XVII secolo, l'aumento demografico causò il superamento del perimetro murario normanno, sancendo, in tal modo, il mutamento della planimetria cittadina, che passava dall'originario impianto quadrangolare a quello circolare ad anelli concentrici, ancora oggi visibile. L'anello esterno della città moderne è individuabile nell'attuale stradone, che percorre circolarmente il centro storico. L'aumento demografico subì un arresto improvviso nel 1627, anno in cui un forte terremoto colpì la città, causando la distruzione di molti edifici, tra cui la chiesa madre. Dopo la decimazione della popolazione provocata dalla peste del 1656, nel XVIII secolo si verifica una nuova crescita demografica: in questo momento si registra un nuovo ampliamento topografico della città oltre lo stradone: L'agglomerato urbano suburbiale che si costituisce a partire dal 1727 si dispone intorno alla chiesa barocca dei Cappuccini. Nel periodo post-unitario fu approvato il primo piano regolatore d'imprinting contemporaneo che dispone il risanamento dei vecchi quartieri del borgo medievale e la costruzione dei nuovi quartieri impostati secondo un neoclassico impianto a scacchiera
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà mista
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600365453
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bari
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DOCUMENTAZIONE GRAFICA (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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