centro storico, costiero, difensivo, portuale, Manfredonia, Sypontum Novellum (denominazione storica, 1272), Sipontum Nova (denominazione storica, 1272) (XIII)

Manfredonia, 1263 - 1263

Città consolidata caratterizzata da margini fisici naturali e artificiali, situata a nord-est rispetto a Foggia. Presenta funzioni di culto, di frequentazione, produttive, artigianali, portuali, funerarie e residenziali. I collegamenti interni sono pedonali e carrabili. Manfredonia sorge a 5 m s.l.m., sull’omonimo golfo. L’abitato è delimitato a nord e nord-ovest dalla SS89, mentre a sud e sud-est dal mare ed è separato da Siponto da via Giuseppe di Vittorio

  • OGGETTO centro storico costiero, difensivo, portuale
  • CARATTERI AMBIENTALI Cittadina costiera situata sull’omonimo golfo, in territorio pianeggiante, ai piedi del promontorio del Gargano
  • LOCALIZZAZIONE Manfredonia (FG) - Puglia , ITALIA
  • INDIRIZZO Piazza Papa Giovanni XXIII, Manfredonia (FG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE La città prende il nome da Manfredi di Sicilia, figlio dell’Imperatore Federico II, perché fu costruita per suo volere per ospitare gli scampati alla distruzione di Siponto del 1223, e la sua fondazione risalirebbe dunque al ufficialmente al 1263, lasciando pochissimo tempo al re (morto nel 1266), di mettere in pratica il suo progetto grandioso sia per quanto riguarda la città, che il porto, la cinta e il castello. Nel 1272 visitò Manfredonia fu visitata da papa Gregorio X. Nel novembre 1277 troviamo le prime testimonianze della fortificazione della città, in una convenzione tra la Regia Curia angioina e mastro Giordano di Monte Sant’Angelo per la costruzione delle mura cittadine. La cinta ha andamento rettangolare sui tre lati di terra, mentre sul lato della costa segue la conformazione rocciosa. Con gli Aragonesi, le mura furono ulteriormente fortificate, con la realizzazione di torri circolari casamattate e un fossato. Dal castello, le torri sono denominate: torrione delle Capre, denominato poi dell'Astrologo, torrione di S. Maria, torrione di Gasparre (demolita ad inizio Novecento), torrione di S. Benedetto (demolita ad inizio Novecento), torrione de Angelis, torrione S. Francesco, torrione del Fico. Ad est le mura sono state distrutte per l’ampliarsi dell’abitato in età moderna, così come nella zona sul mare, a sud, dove le case sono state costruite addossate alle mura e inglobandole. Dal 1424 al 1435 diventa contea di Francesco Sforza. Nel 1463 fu saccheggiata da re Ferdinando, ma restò fedele alla corona aragonese e nel 1528 resistette all’attacco dei Francesi. Tra il 16 e il 18 agosto 1620 fu attaccata dai Turchi, pesantemente saccheggiata e in parte distrutta. L’imponente castello di Manfredonia nonostante sia spesso accreditato di conservare vestigia del periodo Svevo non sembra in realtà conservare tracce né in elevato, né a livello di impianto, del progetto svevo. Inoltre anche delle opere del periodo Angioino, rimarrebbe ben poca cosa, datando quindi, praticamente l’aspetto dell’intero complesso, ad epoca aragonese, con successivi ampliamenti (il puntone dell’Avanzata). Dopo la calata dei turchi nulla restò di Manfredi e dei d'Angiò, tranne la piccola Chiesa di San Marco con la volta lesionata, parte del Castello e le antiche mura. San Marco prese le funzioni di cattedrale fino alla costruzione del nuovo duomo nel 1640 dedicato a San Lorenzo Maiorano. L'Arcivescovo sipontino Annibale sceso dai monti del Gargano per constatare le rovine osservò che la valanga turca non aveva lasciato altro che rovine, desolazione, lutti e miserie. Questi, aiutato dal cardinale, viceré Borgia ottenne franchigie per trent'anni per i dispersi manfredoniani. Nel 1624 fu riedificato il Duomo e nel 1644 il nuovo Seminario. Grande aiuto alla ricostruzione fu dato dall'arcivescovo cardinale Orsini (poi papa Benedetto XIII), che resse la diocesi sipontina dal 1675 al 1680. Altre architetture religiose presenti all’interno della cinta muraria cittadina sono la Chiesa e Monastero di Santa Chiara; Chiesa e Convento di San Benedetto; Chiesa e Convento di Santa Maria delle Grazie, chiesa di San Matteo, Chiesa e Convento di San Domenico, Chiesa e Convento di San Pietro dei Celestini, Chiesa e Convento di San Francesco, Chiesa e Convento dell’Umiltà. Sono presenti, inoltre, numerosi palazzi signorili di età moderna. Nel 1783, per ordine dell'arcivescovo veniva trasferito il cimitero dal vecchio ubicato al centro della città attaccato alla Cattedrale all'attuale ubicazione attaccato alla chiesa di Santa Maria dell'Umiltà. La prima mappa della città di Manfredonia si ebbe sotto il Sindaco Giacinto Cipriano il 22 aprile 1787. Furono stabiliti i confini del territorio che toccavano l’antica Salpi estendendosi nella Puglia fino a Borgo Mezzanone, Ramatola con Santa Tecla, Farano, Ciminiera, Coppolachiatta, Colonnelle e sotto i monti del Gargano e verso Macchia (frazione del Comune di Monte Sant'Angelo). Nel 1835, veniva ultimata la strada Manfredonia-Foggia e avviata la comunicazione Manfredonia-Cerignola. In questo stesso anno furono lastricate molte strade interne di Manfredonia e aperta "alla ruota" la strada Manfredonia-Monte Sant'Angelo. Solo dopo gli inizi del XIX secolo, migliorate le vie di comunicazione e il porto, si creò una situazione favorevole al commercio e la città cominciò di nuovo ad espandersi e a crescere. Testimonianza di questo sviluppo è il dato di fatto che la città di Manfredonia fu anche sede nel Settecento di un'importante magistratura speciale, il Tribunale del Consolato di Terra e di Mare, che trattava le vertenze inerenti al commercio marittimo ed estero
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà mista
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600365365
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DOCUMENTAZIONE GRAFICA (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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