centro storico, collinare, Ascoli Satriano, Ausculum (denominazione storica, VIII-III secolo a.C.) (III a.C)

Ascoli Satriano, III a.C

L'attuale città di Ascoli Satriano, oggi, sorge a sud-ovest della città di Foggia, su un'altura costituita da tre colline che dominano la valle del Carapelle, ricalcando lo stesso impianto urbano che per secoli ha mantenuto. La conformazione urbana è il frutto di diverse fasi edilizie che hanno attraversato tutto il Novecento, spesso legate a disastrosi eventi sismici. Agli inizi del Novecento il territorio di Ascoli, con lo scorporo di ben diecimila ettari passati a Cerignola, si ridusse a 33.456 ettari di cui 3.746 furono concessi con la riforma fondiaria a 624 assegnatari. Dopo la completa ristrutturazione della piazza Cecco d'Ascoli, che divenne così la piazza "borghese" di cui la città era priva, venne inaugurato il bel monumento ai caduti (4 novembre 1925), opera dello scultore Barberi. Il 23 luglio del 1930 il "terremoto del Vulture" scosse anche Ascoli provocando la distruzione di case, oltre che la morte di decine di persone. Durante la ricostruzione, subito avviata, furono costruite casette sismiche per i senza-tetto sulla collina Serpente e si diede impulso a una frenetica attività di edilizia pubblica: furono realizzati l'estramurale Pozzello, la rete fognante, l'impianto di depurazione delle fogne, il macello, l'edificio scolastico di piazza Plebiscito, le rampe Cocchia e Teatro, la sistemazione fra le altre, di via Duomo e corso Umberto I. Gli anni politicamente e socialmente effervescenti del secondo dopoguerra videro anche Ascoli protagonista delle manifestazioni e delle rivendicazioni bracciantili e contadine fatte in Capitanata. Ad esse solo in parte riuscì a venire incontro la Riforma Fondiaria con la distribuzione agli assegnatari di alcune migliaia di ettari di terreno agricolo scorporate dai vecchi latifondi. A un immediato flusso immigratorio dai paesi e dalle regioni vicine, che portò la popolazione ascolana al tetto storico di circa quattordicimila abitanti nella prima metà degli anni Cinquanta, seguì una ininterrotta emorragia demografica con l'emigrazione di migliaia di Ascolani nelle regioni industriali del Settentrione e all'estero. L'Area industriale di Ascoli risale agli anni Sessanta del Novecento. Durante gli anni Ottanta, si avviò nuovamente una stagione di importanti opere pubbliche: tra queste si segnalano un ulteriore ampliamento delle reti elettrica, idrica e fognante, la costruzione del nuovo impianto di sollevamento idrico di Lagnano allacciato al tronco principale dell'Acquedotto Pugliese, il potenziamento degli impianti di depurazione delle fogne e la costruzione degli edifici scolastici di via S. Donato e di via Abruzzi. Un nuovo evento sismico, il terremoto del 23 novembre 1980, portò con sé un pesante bilancio di distruzioni e di danni: la ricostruzione comportò la ricostruzione o il consolidamento di moltissime abitazioni urbane e rurali; furono restaurati, diversi edifici religiosi e civili (Cattedrale, Chiesa dell'Incoronata, Chiesa della Misericordia, Chiesa di San Rocco, Palazzo della Pretura)

  • OGGETTO centro storico collinare
  • CARATTERI AMBIENTALI Il moderno abitato di Ascoli Satriano sorge a sud-ovest della città di Foggia ed è disposto su tre colli che dominano la valle del Carapelle all'estremità occidentale dell'altopiano che costituisce una delle prime balze del Subappenino daunio; si eleva su un banco di sabbia argillosa sino a raggiungere la quota di 425 m sul livello del mare
  • LOCALIZZAZIONE Ascoli Satriano (FG) - Puglia , ITALIA
  • INDIRIZZO Corso Umberto I, Ascoli Satriano (FG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il suo territorio registra attestazioni a partire dal Neolitico e per l'età del Bronzo. La fase daunia (VIII-III sec. a.C.) dell'antico centro è la più documentata sotto il profilo archeologico, mentre quella romana risulta essere difficilmente ricostruibile sia per la carenza delle fonti letterarie ed epigrafiche che per l'esiguità dei dati archeologici. Distrutta a metà del IX secolo dai saraceni, nel 1040 la città si ribellò ai bizantini uccidendo il catapano Niceforo Doceano; il 4 maggio 1041 si combatté a pochi chilometri dalla città, sull'Ofanto, la battaglia che assicurò ai Normanni il dominio delle Puglie. Durante la dominazione angioina, fu feudo di parecchie casate, tra le quali quella dei d'Aquino, e spesso teatro di rivolte contro i signori feudali e alcuni vescovi della città, che era sede vescovile, secondo la tradizione, dal I secolo. Nel 1530 fu infeudata ad Antonio de Leyva e successivamente ai duchi Marulli. Nel 1753 per volere di Carlo III fu istituito ai fini fiscali l'Onciario catastale della Città di Ascoli. A partire dalla fine dell'Ottocento la comunità ascolana fu interessata da un sempre più consistente fenomeno migratorio, che raggiunse la sua acme tra il 1903 e il 1914, per poi arrestarsi durante il periodo bellico e il fascismo. Il Novecento segnò l'abitato con fenomeni sismici e relative ricostruzioni che lo hanno condotto all'attuale conformazione
  • TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà mista
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600365341
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia
  • ENTE SCHEDATORE Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
  • DOCUMENTAZIONE GRAFICA (1)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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