luogo di attività  produttiva frantoio oleario

Torremaggiore, PERIODIZZAZIONI/ Storia/ Eta' medievale

Dell’area urbana di Castel Fiorentino è stata indagata con sistematicità la zona a sud dell’asse viario principale che era costituita da abitazioni di forma quadrangolare e trapezoidale addossate le une alle altre e di dimensioni non maggiori a 70 metri quadrati. Queste case sono formate da una serie di ambienti polifunzionali, cioè destinati ad usi diversificati; in alcuni sono state rinvenute le fosse destinate allo stoccaggio e alla conservazione delle derrate alimentari (silos), focolari in mattoni e cisterne per la conservazione dell’acqua piovana. È nel cosiddetto Ambiente 1 che sono ritrovate le evidenze di maggior evidenza ed interesse: sono stati, infatti, scavati e portati alla luce i resti di un frantoio destinato alla produzione di olio. Le evidenze consistono in una pressa per le olive di forma circolare realizzata in malta collegata ad una canaletta di scolo che a sua volta immette nella fossa di decantazione, datati sulla base dei materiali ritrovati e i confronti tipologici con strutture analoghe ad un periodo compreso tra XI e XII secolo d.C. La tipologia di frantoio maggiormente conosciuta e diffusa in Puglia è quella ipogea, pertanto le evidenze di Castel Fiorentino si rivelano particolarmente interessanti per le loro caratteristiche e i materiali utilizzati

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