area a uso funerario
Se si escludono alcune sepolture, fortemente danneggiate a causa di fattori antropici e naturali, dislocate a all’esterno e immediatamente a ridosso delle mura urbiche, la concentrazione maggiore di evidenze funerarie d’età medievale si è rivelata essere quella accanto al cosiddetto “edificio XII”, interpretabile sulla base dei dati archeologici, strutturali e decorativi come un ulteriore luogo di culto cittadino con annesso cimitero. Intorno a questo edificio lo spazio è organizzato e pianificato per ospitare le sepolture che furono tutte scavate a ridosso del perimetro orientale. Si tratta di tombe cosiddette “terragne”, quindi scavate “in piena terra” e al momento del ritrovamento erano prive di corredo, ma nonostante ciò sono comunque da considerarsi in qualche modo tombe “privilegiate” proprio per la loro posizione in strettissima vicinanza con l’edificio di culto. Le sepolture emerse sono state individuate a pochi centimetri al di sotto del piano attuale sebbene vada precisato che la zona scavata corrisponde solo a una minima parte dell’area funeraria, senz’altro molto più ampia, e che l’arco cronologico complessivo del cimitero è limitato alla metà del XIII secolo d.C., ovvero all’ultima fase insediativa. I resti, dunque, non sono da considerare rappresentativi né dell’intera comunità sipontina, né di un gruppo di inumati appartenente a una classe specifica, distinta per sesso o età. Gli individui presentano la canonica posizione degli arti superiori piegati sull’addome o con un braccio poggiato sul pube; in nessuna delle sepolture si può ipotizzare l’utilizzo di un sudario (lenzuolo con cui venivano avvolti i defunti). Una sola sepoltura ha restituito un oggetto attribuibile al corredo funerario: una piccola pietra appartenuta al castone di un anello, di forma ovale, bicolore (con tonalità dal rosa intenso al trasparente), con una superficie bombata e l’altra piatta e con tracce di levigatura sul bordo. Si tratta di fluorite, una pietra molto conosciuta sin dal passato per il suo utilizzo in metallurgia (il nome deriva dal latino fluire, fondere) a causa della bassa durezza, ma soprattutto in oreficeria, nella realizzazione di oggetti d’ornamento (orecchini, anelli e collane). Secondo la tradizione, i suoi presunti effetti benefici riguardano l’ambito della maternità ovvero la capacità di trasmettere energie benefiche dalla madre al figlio
- OGGETTO area a uso funerario
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MISURE
Area: nr m2
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CLASSIFICAZIONE
[Siti archeologici]
- LOCALIZZAZIONE Manfredonia (FG) - Puglia , ITALIA
- INDIRIZZO via De Nittis 7, Manfredonia (FG)
- TIPOLOGIA SCHEDA Scheda anagrafica
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CONDIZIONE GIURIDICA
dato non disponibile
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1600388920
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- ENTE SCHEDATORE Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Puglia
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0