antefissa

Oria, SECOLI/ VI a.C ultimo quarto

Il reperto è composto da quattro frammenti e manca della porzione destra; si conservano ancora ancora tracce di scialbatura e di colore celeste (in corrispondenza delle pupille) e rosso (sul sopracciglio destro). I capelli incorniciano il volto della Gorgone disponendosi in ciocche a globetti sulla fronte e trecce perlinate ai lati delle guance caratterizzate da prominenti zigomi. Il naso è grande e rigonfio e dalla punta arrotondata. Gli occhi sono allungati e sporgenti e dominati da palpebre rigonfie e sopracciglia arcuate. La bocca aperta in un sorriso esasperato mostra i denti, la lingua e quattro zanne appuntite tra le due file di denti. La parte inferiore del volto è scandita anche da una barba a ciocche aguzze e da un mento particolarmente pronunciato. In base ai confronti con altre antefisse di tipo tarantino, l’antefissa di Monte Papalucio è stata datata all’ultimo quarto del VI secolo a.C. Questa prima antefissa potrebbe essere stata ricavata dalla medesima matrice che ha prodotto un’altra antefissa con Gorgone frammentaria rinvenuta, insieme ad altre due esemplari, negli scavi più recenti (primi anni 2000), effettuati sui terrazzamenti del santuario messapico dove, nei primi anni del V secolo a.C., sorse un’altra area di culto. In questi esemplari più recenti (attribuiti al V secolo a.C.) l’immagine della Gorgone acquisisce fattezze sempre più femminili, il volto è circondato da una chioma di trecce a perline più ordinate o di ciocche a “S” ben intrecciate che evoca il sinuoso movimento dei serpenti

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