sito pluristratificato
Lo scavo dell'area settentrionale ha evidenziato la presenza di un livello di interesse archeologico antecedente alla messa in posto dei prodotti di fallout dell'evento pliniano del 79 d.C. In particolare è stato individuato un sistema di canalizzazione delle acque costituito da tre canalette in muratura formate da blocchetti di tufo e malta con il fondo e le pareti in cocciopesto, ricolmate in parte dalle pomici del 79 d.C. Le tre strutture si dipartono da un singolo punto di alimentazione. Nel lato N/O si è messa in evidenza una vasca a pianta quadrata di 70 cm di profondità con fondo concavo in interconnessione con una delle canalette. Le canaletta e la vasca presentano la stessa preparazione di blocchetti di tufo grigio e pietre calcaree eseguita a secco, su cui si imposta uno stato di intonaco idraulico e cociopesto. La vasca posta a valle del punto di diramazione, aveva una funzione di raccolta e decantazione del carico solido dell'acqua tramite la riduzione della portata che confluiva nella canaletta comunicante. La vasca al momento della scoperta era completamente obliterata da un riempimento di cinerite grigiastra mista a pomici riconducibile all'evento pliniano del 79 d.C. Effettuando alcuni approfondimenti nelle buche di coltivazione sono stati recuperati un grattatoio in selce color camoscio, un raschiatoio, una scheggia di lavorazione, un nucleo e una lama in selce su uno strato di paleosuolo argilloso di colore rossiccio. L'indagine effettuata sul lato S/E dell'area ha messo in luce un primo tratto di muro la cui fondazione è direttamente tagliata nello strato di vulcanoclastite che copre in maniera omogenea il paleosuolo, probabilmente ascrivibile al cosiddetto evento di Codola (25000 anni fa). Il muro si presenta realizzato a secco con una doppia fila di blocchi di tufo grigio rettangolari più piccoli, alternati a una sola fila di grossi blocchi squadrati. Dall'asporto, invece, del crollo sono stati messi in evidenza dei setti murari che delimitano ambienti, che non sono stati scavati ma che hanno restituito materiali di epoca romana
- OGGETTO sito pluristratificato
- LOCALIZZAZIONE Piano di Sorrento (NA) - Campania , ITALIA
- INDIRIZZO Via Gennaro Maresca, s.n.c, Piano di Sorrento (NA)
- TIPOLOGIA SCHEDA Siti archeologici
- INTERPRETAZIONE Tutto il sistema di canalizzazione-tripartizione è, verosimilmente, riconducibile alla presenza in situ di un impianto di approvvigionamento idrico di età romana, alimentato dal fronte sorgentizio de La Trinità-San Massimo messo in crisi dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. L'insieme degli strumenti litici rinvenuti nelle buche di coltivazione è attribuibile al Paleolitico Superiore (34.000-10.000 anni fa). Il dato stratigrafico della presenza di un livello vulcanoclastico che fossilizza il paleosuolo antropizzato, verosimilmente riconduciblle all'evento di Codola (25.000 anni fa) restringe la forchetta temporale alle prime fasi del Paleolltico Superiore. Particolarmente interessanti sono stati i ritrovamenti sul lato S/E dell'area dove sono stati messi in evidenza resti di strutture che confermano la continuità di occupazione del sito dall'età arcaica a quella romana. Il muro a secco con doppia fila di blocchi di tufo può interpretarsi come resti di una tomba a camera di VI-V a.C. Ipotesi che troverebbe conferma nei pochi frammenti di bucchero e nei piccoli frammenti di ossa recuperati alla base della struttura. Le strutture messe in evidenza dall'asportazione del crollo sono da riferire ad un edificio di età romana, con ogni probabilità una villa di produzione, da ascrivere ad un periodo compreso tra il II sec. a.C. e il I sec. d.C. La datazione delle strutture è confermata sia dalla diversa tecnica muraria che dal rinvenimento di frammenti di ceramica (frammento di piatto di terra sigillata chiara, due frammenti di un piatto-coperchio con orlo annerito indistinto, un frammento di lucerna a disco, pareti sottili, un frammento di ceramica campana a vernice nera, frammenti di anfore da trasporto). Dalla pulizia dell'area é stato recuperato un tubulo-suspensura, che potrebbe far supporre la presenza nelle vicinanze di una struttura termale. La fase arcaica potrebbe riferirsi alla presenza di una necropoli, caratterizzata da sepolture a cassa di tufo già riscontrate nella vicina località Trinità, mentre, in età romana, l'area diventa a vocazione agricola con la edificazione di una villa rustica, che in parte distrugge e in parte saccheggia il sito arcaico, villa a cui vanno riferite le opere di bonifica e di incanalamento delle acque rappresentate dal complesso sistema di canalizzazione trovato
-
CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1500584952
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
- DATA DI COMPILAZIONE 2015
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0