Area archeologica del San Pietro Maggiore (strutture per il culto complesso episcopale)

Venafro, età tardoantica

Nel comune di Venafro durante i lavori per la realizzazione di un edificio ad uso di aula magna e palestra per il Liceo Classico A.Giordano situato nel complesso del Monastero del Carmine, sono tornati in luce i resti di una ampia aula di età romana tardoantica con fasi di occupazione di età posteriore. Le strutture murarie rinvenute durante i lavori ad un primo esame, sono riferibili ad un'ampia aula realizzata in età tardoantica su precedenti strutture di età romana. Lo stato delle ricerche ha messo in luce una stratigrafia complessa con strutture murarie che, sovrapponendosi coprono un arco cronologico che dall'età romana, senza soluzione di continuità, arriva ad epoca medievale e rinascimentale. Una prima struttura muraria in opera incerta di calcare è stata individuata lungo il lato sud-est del lotto e prosegue al di sotto dell'angolo sud-orientale di un ambiente rettangolare. Allo stato attuale della ricerca quest'ultimo si configura come un'aula (m11,48 x 24,11) di cui sono tornati in luce i tre lati. Lungo il lato orientale si apriva un ingresso di cui si conserva in situ una soglia in travertino di m 2,34, mentre il lato occidentale mostra di aver avuto in origine due aperture, una delle quali fu tamponata in antico. Lungo il alto breve posto a sud non sembrano essere state presenti aperture, ma invece è presente un lungo ambiente con funzione di ambulacro. Il lato nord dell'aula presenta il muro di chiusura con diverso orientamento, il che porta ad ipotizzare la presenza di una parete curvilinea (forse un abside) in cui sono testimoniate delle aperture. L'interno dell'ambiente vede poi un successivo utilizzo quale luogo di sepolture con la costruzione di tombe e loculi con muri intonacati. In un momento verosimilmente da porsi in età medievale si assiste alla totale distruzione del cimitero con la metodica violazione delle tombe che vengono distrutte e svuotate dei corpi. Di una nuova fase di occupazione della grande aula sono tornati in luce i battuti pavimentali a loro volta abbandonati ed obliterati da strati terrosi posti a rialzamento per nuovi livelli di frequentazione dell'edificio di cui dovevano conservarsi ancora parte degli alzati. In questa fase nuove murature furono realizzate sia a ridosso delle strutture dell'edificio che impostate al di sopra della muratura settentrionale. Le ultime attività nell'area sarebbero da mettere in relazione con il cantiere di costruzione del nuovo monastero ad opera dei carmelitani alla fine del XVI sec

  • OGGETTO strutture per il culto complesso episcopale
  • MISURE Lunghezza: 24,11 m
    Larghezza: 11,48 m
  • AMBITO CULTURALE Ambito Romano-tardoantico-rinascimentale
  • LOCALIZZAZIONE Venafro (IS) - Molise , ITALIA
  • INDIRIZZO Via del Carmine, Venafro (IS)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il susseguirsi di fasi insediative, che attestano la lunga frequentazione del sito e la sopravvivenza della struttura muraria, trova riscontro con quanto noto dalle fonti circa la presenza nell'are di una chiesa dedicata a San Pietro. Sappiamo infatti da un atto notarile che nel 1580 il vescovo Orazio Caracciolo dona ai Carmelitani la chiesa di San Pietro Maggiore, affinché sulle sue rovine, costruissero una nuova chiesa ed un convento, l'attuale Chiesa del Carmine. Non è nota la data di fondazione di San Pietro Maggiore, ma è ricordata una prima volta, in una bolla di Papa Alessandro III del 1172 e ancora in un atto del 17 febbraio 1328 la chiesa è ricordata come proprietaria di un terreno. Un evento distruttivo quale il terremoto del 1465 dovette essere decisivo per le sorti del San Pietro Maggiore ed i danni subiti in quella occasione ne determinarono il definitivo abbandono. Nella seconda metà del XII sec.pochi metri a nord del San Pietro si lavora al cantiere della Cattedrale, la nuova sede episcopale venafrana posta al limite della città, al di fuori del perimetro della cinta muraria. La prima attestazione di una chiesa episcopale nella città di Venafro, di cui fino ad oggi non è stata rinvenuta alcuna traccia materiale risale ad età Teodericiana con la presenza di un vescovo di nome Costantino. La sua esistenza è attestata da una lettera inviatagli nel 492 dal pontefice Gelasio I (492-496) ed è confermata dalla sua presenza al sinodo di Roma del 499 tenutosi per volere di papa Simmaco (498-514). le strutture murarie rinvenute sono riferibili ad un edificio realizzato in età tardoantica su precedenti strutture di età romana, collocato al margine della città ed orientato in difformità all'impianto urbanistico basato su una maglia stradale ortogonale
  • TIPOLOGIA SCHEDA Siti archeologici
  • INTERPRETAZIONE In accordo con quanto noto dalle fonti ed in considerazione della struttura dell'ampia aula rettangolare si può affermare di essere in presenza dei resti della sopracitata chiesa di San Pietro Maggiore e che, in considerazione della datazione della fase originaria della struttura muraria ad età tardoantica (basata sulle murature che misurano dai due lati ai quattro piedi romani), essa possa aver avuto la sua origine in età paleocristiana, concordando con quanto noto dalle fonti circa la presenza a Venafro di una sede episcopale già nel V sec
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1400108135
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia del Molise
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia del Molise
  • DATA DI COMPILAZIONE 2017
  • DOCUMENTAZIONE ALLEGATA Relazione (1)
  • DOCUMENTAZIONE GRAFICA planimetria catastale (1)
    planimetria catastale (2)
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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