Chiesa di Sant'Eufemiano (strutture per il culto complesso conventuale)
Carasco,
PERIODIZZAZIONI/ Storia/ Eta' medievale
- OGGETTO strutture per il culto complesso conventuale
- LOCALIZZAZIONE Carasco (GE) - Liguria , ITALIA
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La chiesa di Sant'Eufemiano, già antica prioria benedettina, è localizzata su un’ansa posta sulla sponda idrografica destra del torrente Graveglia, a circa 1 km dalla confluenza con il torrente Lavagna. Il monastero è nominato in tre distinti atti, datati 1076, che rivelano che la sua fondazione è da attribuire alla famiglia dei Lavagna e che l’edificio religioso era difeso da un castello e da una torre (castrum et turrem), con i quali costituiva un complesso unitario. Nessuna indagine archeologica era stata realizzata nell’area fino ad anni recenti (2016), quando l’intervento di demolizione, che ha interessato la canonica costruita a ridosso del corpo principale della chiesa, ha coinvolto anche i depositi adiacenti. A seguito della fortuita scoperta di un’articolata sequenza stratigrafica è stata avviata dalla Soprintendenza un’indagine archeologica, che ha permesso di portare alla luce le più antiche fasi edilizie del complesso, evidenziando lo spessore storico delle vicende che hanno interessato la chiesa di Sant’Eufemiano. La fase di frequentazione più antica del sito, posto su un ampio terrazzo modellato dai continui apporti sedimentari del torrente Graveglia, è collocabile, su base radiometrica, tra la fine del IX e gli inizi dell’XI secolo ed è documentata dai resti di alcune sepolture ad inumazione pertinenti ad una comunità molto ristretta, forse legata da vincoli familiari. Successivamente, nel corso dell’XI secolo, la zona venne occupata da strutture interpretabili come parte del più antico complesso conventuale di Sant’Eufemiano in Graveglia, costituite da muri orientati in senso Est-Ovest, realizzati con filari regolari di bozzette e ciottoli legati da malta bianca. A partire da questo periodo, e probabilmente nel corso dei secoli immediatamente successivi (XII-XIII secolo), vengono realizzate una serie di strutture che delimitano spazi quadrangolari, delle quali non è ancora chiara la funzione, e due murature perpendicolari tra loro che circoscrivono un ampio spazio, forse un cortile, posto in un’area periferica rispetto al complesso convenutale. Sul finire della stessa fase, in un momento che potrebbe collocarsi tra il XII ed il XIII secolo, oltre al susseguirsi di alcuni episodi di esondazione del torrente, lo scavo ha documentato alcune modifiche alle murature, nelle quali le aperture fino a quel momento esistenti vengono chiuse con tamponature, mentre i muri subiscono dei rialzamenti, collegati verosimilmente alla necessità di sopraelevare i piani di vita in un’area soggetta a esondazioni fluviali. Successivamente, tra la fine XIV e la prima metà XVIII secolo, parte degli edifici realizzati durante il Basso Medioevo vengono modificati e ampliati e poi parzialmente abbandonati. La fase postmedievale, databile sulla base dei frammenti ceramici recuperati ad un momento avanzato del XVIII secolo, è documentata da alcune porzioni di murature realizzate con una tecnica costruttiva nettamente differente rispetto alle fasi precedenti. In questo periodo vengono utilizzati blocchi e blocchetti in calcare e ciottoli fluviali alternati a filari di lastre di ardesia e organizzati in filari regolari legati da abbondante malta grigia. Nelle fasi più recenti, che appartengono all’età moderna, l’organizzazione dell’area circostante la chiesa di Sant’Eufemiano muta ancora, avvicinandosi alle forme attuali ed è il risultato degli interventi edilizi terminati, come riportato dalle fonti, nel 1866. Due carotaggi, effettuati a partire dal livello di splateamento hanno evidenziato la presenza di ulteriori strutture murarie e piani pavimentali in ardesia sepolti e intervallati da depositi alluvionali di notevole spessore, fino a circa 4 m dal piano di campagna, in parte riconducibili alla fase medievale del complesso religioso. In sintesi, incrociando le fonti e i risultati dell’indagine archeologica, l’esistenza di sepolture ad inumazione, databili verosimilmente ad un periodo anteriore all’XI secolo e alla fondazione del primo edificio in muratura, ben si accorda con il contenuto del diploma dell’imperatore Ottone II, databile alla fine del X secolo (972), con il quale la curtem de Graviglia viene concessa al monastero di San Colombano di Bobbio. La costruzione della chiesa medievale, dedicata a Sant’Eufemiano, viene tradizionalmente attribuita ai monaci bobbiesi e, solo con la fine del XII secolo - fase storica che coinciderebbe anche con alcune trasformazioni testimoniate dai dati di scavo - la chiesa sarebbe passata sotto la giurisdizione dei monaci benedettini di Borzone. Successivamente, nei primi decenni del XVI secolo, la famiglia dei Ravaschieri di Borzone ottenne il giuspatronato sulla Prioria di Graveglia; a questa fase potrebbero essere ricondotti alcuni cambiamenti nell’organizzazione degli spazi architettonici che vedono un ampliamento del complesso verso E-NE, a discapito degli edifici più antichi posti ad ovest. Gli eventi alluvionali e i conseguenti rialzamenti dei piani pavimentali testimoniati dallo scavo del complesso architettonico di Sant’Eufemiano durante i secoli XVI-XVIII, sono stati riscontrati ance in altri contesti, sia nella piana alluvionale di Carasco (chiesa vecchia di San Marciano), sia nella Chiesa di San Lazzaro, posta più a valle in prossimità della frazione di Rivarola
- TIPOLOGIA SCHEDA Siti archeologici
- INTERPRETAZIONE sito pluristratificato con fasi di vita che dal X secolo (tombe) giunge almeno fino al XVIII secolo e pertinente ad un complesso conventuale
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0700373915
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia
- DATA DI COMPILAZIONE 2021
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0