elettrometro a quadranti di mascart

XIX ultimo quarto

l’elettrometro, contenuto all’interno di un involucro metallico cilindrico, è costituito da quattro settori metallici vuoti (quadranti), congiunti a due a due in diagonale per mezzo di fili di rame ricoperto di seta, e da un leggero ago di alluminio a forma di otto. I quattro quadranti sono fissati al coperchio dell’involucro mediante quattro aste di vetro. L’ago è sospeso fra i quadranti per mezzo di un filo di platino, sostenuto da due fili di seta contenuti all’interno di un tubo di ottone verticale posto centralmente sul coperchio dell’involucro. I capi dei due fili di seta sono avvolti superiormente ad un piccolo argano che consente di regolare la posizione dell’ago; inferiormente i due fili sono annodati insieme. All’ago è sospeso un altro filo di platino, su cui è fissato un piccolo specchio visibile attraverso una finestra circolare, la cui estremità inferiore è immersa in una vaschetta posta sul fondo dello strumento, contenente acido solforico, concentrato e puro. L’acido solforico, assorbendo l’umidità, garantisce l’isolamento igroscopico dello strumento, inoltre attenua velocemente le oscillazioni dell’equipaggio mobile. Le due coppie di quadranti comunicano rispettivamente con due serrafili, mentre un terzo serrafilo è collegato ad un altro filo di platino immerso nell’acido solforico. In tal modo si stabilisce il contatto elettrico tra l’ago e una sorgente di potenziale collegata al terzo morsetto. L’involucro cilindrico, portato da un treppiede con viti di livello, ha quattro finestre chiuse con una lastra cilindrica di vetro per poter vedere l’interno dello strumento. Lo strumento permette di misurare potenziali elettrici attraverso le deviazioni angolari dell’ago. La lettura si effettua tramite un raggio di luce che incide sullo specchio e viene riflesso su una scala graduata

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