La barca della vita

dipinto ca 1856 - (?) 1859

formato rettangolare, cornice intagliata

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Domenico Morelli (napoli 1823 - Napoli 1901)
  • LOCALIZZAZIONE Roma (RM)
  • INDIRIZZO Europa, ITALIA, Lazio, RM, Roma, Roma (RM)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Il dipinto può essere riconosciuto come uno dei bozzetti per il dipinto eseguito da Morelli fra il 1856 e il 1859 e che, presentato all’ Esposizione Nazionale di Firenze del 1861, venne poi acquistato, con altre sue opere dal barone e banchiere d’origine svizzera Giovanni Vonwiller suo mecenate a Napoli, messa all’asta a Parigi nel 1901 (dal 1938 il dipinto è nella Raccolta Giannoni di Novara - https://www.galleriagiannoni.it/it/collezione-online/15172/la-barca-della-vita -anche se ne esistono più versioni fra cui quella della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e un disegno nel Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Nazionale, inv. FN298).Sul dipinto, già immaginato nel 1857 come sopra porta, rimane la testimonianza scritta di Morelli al cognato e senatore Pasquale Villari (1827 -1917) che si riporta “"nella poppa al timone un re vecchio e ubriaco e dormiente ha mandata questa barca sopra una secca, due uomini scesi nell'acqua la spingono innanzi rimanendo essi nella melma, più innanzi del timoniere un poeta Dante, che incoraggia quei due a spingere. Alle spalle del poeta due figure una a dritta è uno stupido che non comprende e deride la parola l'altro a sinistra un avaro che frega i quattrini, innanzi a questi una figura grassa e tonda coricata e con le spalle appoggiata a un'altra secca e povera come l'opulenza che pesa sulla povertà, poi un ipocrita e una femmina di lascivo aspetto che fa l'occhiolino alla ricchezza nel centro della barca, soli, un giovine e una fanciulla che stanno abbracciati questi la bacia infuocato l'altra languida. Più innanzi un uomo che alla scorsa della barca sulla secca o banco di pietra melma e arena, cade. Dietro a questi una donna che prima gli parlava gli parlava adesca e tira un altro il quale è intento a guardare la riva ove si dirigono. Più indietro una donna ammalata che io significo il dole....e molto vicino il rivo, qualche altra figura e poi sulla prua una superba figura in piedi che sta e guarda il passato rio e la barca e la riva che ha lasciate e questa immagino per lo storico. Dietro allo storico una figura piccina e storpia la sola che comprende la direzione sbagliata e non ti parlo di altro e non posso descriverti le movenze e le espressioni. Il fondo del quadro è una ripa amena e delle canne, da dove viene la barca nel fondo vi ho messo una fuga di pini come i secoli trascorsi e in fondo infondo le piramidi il Colosseo la chiesa gotica un castello e così innanzi fino alla strada ferrata una locomotiva e così perdendosi fino all'altro lato ove è diretta la barca ove è buio e qualche traccia di luce sull'orizzonte ove la terra prende delle forme fantastiche..." . Nella tela, dai chiari riferimenti al cromatismo veneto componente fondamentale della tradizione artistica italiana del momento, si può dunque riconoscere, grazie alle parole di Morelli che assegna un ruolo a ogni personaggio, un'allegoria della vita sociale" .Il soggetto trae spunto dalla pittura patriottica francese conosciuta attraverso riproduzioni circolanti a Parigi, dove Morelli si recò nel 1855 su sollecitazione dello stesso Vonwiller. Il motivo ispiratore del soggetto dunque non è stato suggerito da La barque di Dante di Delacroix, che Morelli certamente aveva visto al Musèe de Luxemburg dopo il successo riscosso al Salon del 1851, quanto al dipinto di Ernest Hebert, Mal'aria (Parigi, Museo d'Orsay), dove si denunciava la condizione di vita sociale dopo la parentesi della Repubblica Romana, alludendo alla rappresentazione patriottica di anime in balia tra la vita e la morte. La barca della vita è una vera e propria allegoria della storia contemporanea,rappresentata su un fondo di paesaggio tipicamente italiano - con i filari dei pini - scandito da emblemi architettonici - dal classico (il Colosseo) al medievale (il castello e la chiesa gotica) all'orientale (piramide) – che hanno caratterizzato la storia della terra italiana. Domenico Morelli, napoletano, arrivò Roma nel 1845, entrando subito in contatto con la cosmopolita scena artistica della capitale pontificia. Conobbe Francesco Coghetti e soprattutto rimase impressionato dal ciclo pittorico del casino Massimo, realizzato negli anni Venti dai pittori nazareni, quotidiani frequentatori del Caffè Greco, cui forse venne introdotto in questo primo soggiorno romano. Tornato a Napoli, riprese a partecipare con assiduità ai concorsi accademici. Nel 1848 a seguito degli avvenimenti politici del napoletano, l’artista si spostò a Genova, Milano, Venezia e Roma, dove tornò due volte, nel 1852 e nel 1854. Nel tempo Morelli venne riconosciuto come l’ interprete tra i più originali del secondo romanticismo italiano. Nonostante i numerosi incarichi che accreditarono il suo prestigio a livello nazionale nel 1886 fu insignito della nomina di senatore, l’artista non si sottrasse alla pratica pittorica, considerandola un rifugio dagli impegni quotidiani; dopo un attacco di cuore muore a Napoli il 13 agosto 1901. Il dipinto, presente al Caffè greco per motivi ancora sconosciuti, non rientra nel catalogo di Tamara Hufschmidt (https://www.academia.edu/33933259/Schede_delle_opere_principali_di_Domenico_Morelli, L.Martorell, pp. 75-76)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà privata
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1201360478
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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