dittafono

ca 1909 - ca 1930

Contenitore: piccolo carrello con ruote gommate su cui alloggia l’apparecchio per la riproduzione dei cilindri in cera; tra le gambe del carrello è inserita una rastrelliera composta da tre file per l’alloggiamento di tre cilindri ciascuna (e per un totale di nove cilindri), oltre ad un’ultima rastrelliera pensata per altri accessori. La scatola della macchina è in metallo verniciata di nero. Il corpo della macchina comprende oltre all’apparato di lettura dei cilindri, una pedaliera per l’azionamento del sistema a mani libere collegata mediante cavo elettrico al motore, e una cuffia stetoscopica con supporto con funzione di interruttore per interrompere la rotazione del motore. Motore: motore elettrico controllato da una pedaliera elettrica per l’avvio e l’interruzione della rotazione. Sistema di riproduzione del suono: riproduzione del suono meccanica mediante diaframma e stilo in pietra dura (forse in zaffiro). Il suono riprodotto veniva ascoltato mediante cuffie di tipo stetoscopico collegate al diaframma attraverso tubi di gomma (questi sono assenti). Modalità d’uso: una volta collegato il cavo di alimentazione e alloggiato il cilindro inciso sul mandrino, collocare il diaframma di lettura all’inizio dello stesso; mediante l’apposita pedaliera avviare e interrompere la lettura del cilindro per permettere all’operatore di trascrivere il messaggio contenuto senza manovrare manualmente l’apparato. L’apparecchio veniva utilizzato per la riproduzione dei cilindri incisi con un dittafono incisore come, per esempio, la macchina Ediphone pensata per l’incisione oltre che per la riproduzione (vedi inv. 268934)

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