mons. Carlo Gritti Morlacchi

dipinto 1852 - 1852

dipinto

  • OGGETTO dipinto
  • MATERIA E TECNICA tela/ pittura a olio
  • ATTRIBUZIONI Giorgi Giuseppe (maniera)
  • LOCALIZZAZIONE Alzano Lombardo (BG)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE Carlo Gritti Morlacchi nato nel 1777 ad Alzano da cospicua famiglia, dopo i primi studi in casa venne affidato al celmere latinista Carlo Stefanini. Entrato nel Seminario di Bergamo, gli vennero assegnati vari incarichi dal vescovo Dolfin e dal vescovo Mola, che lo elesse parroco di Sant'Alessandro in colonna. Nel 1831 gli fu conferita con solenne cerimonia a Roma la nomina di vescovo di Bergamo, primo presule bergamasco dopo quattro secoli di presuli forestieri.Eesse la curia con signorilità e saggezza per un ventennio e fu colto da morte prematura il 10 dic. 1852. Sono due i ritratti ufficiali eseguiti a Bergamo del vescovo Gritti Morlacchi: il primo è opera di Francesco Coghetti (1802-1875), a figura intera, magniloquente e vistoso nell'animazione dei gesti e dei panneggi eseguito nel 1832 dopo la nomina a vescovo della sagrestia del Duomo); l'altro espostò nel corridoio della sagrestia di S.Alessandro in Colonna, commissionato a Giuseppe Giorgi (1916-1886) dalla Fabbriceria della chiesa venti anni dopo, in occasione della morte (da Francesca BUONINCONTRI, "Giuseppe Giorgi" in 'I Pittori Bergamaschi dell'Ottocento', Bergamo 1992, vol. II, da p. 222). Da quest'ultimo ritratto -scrive ancora laBuonincontri - "vennero eseguite varie repliche alquanto inerti e legnose come i due ritratti quasi identici, assegnabili alla stessa mano ignota, conservati rispettivamente presso il Seminario Vescovile di Bergamo e nella III Sagrestia del San Martino di Alzano Maggiore". (p.228). Si può peraltro osservare che il ritratto di Alzano (questo appunto qui in esame), sebbene sia effettivamente alquanto statico e convenzionale nel disegno e nella impostazione, presenta una finezza di introspezione psicologica unita a una delicatezza cromatica e luministica nei toni perlacei di gusto ancora neoclassico che lo qualificano come un'opera tutt'altro che banale, sia esso una copia di ignoto o una replica eseguita dallo stesso Giuseppe Giorgi che ( è oppurtuno ricordare) si era formato alla Accademia Carrara alla scuola del Diotti. La Buonaccorti stessa nella sua monografia sopra citata scrivendo della ritrattistica del Giorgi conclude che essa"si qualifica per la levigata stesura del colore orchestrato su calibratissime gamme tonali... e per la qualità madreperlacea della luce... che conferiscono alle immagini un tono di sostenuta decoro... e di algida eleganza" (p.226)
  • TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente religioso cattolico
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0300155741
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Bergamo e Brescia
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano Bergamo Como Lecco Lodi Monza Pavia Sondrio Varese
  • DATA DI COMPILAZIONE 1994
  • DATA DI AGGIORNAMENTO 2006
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

ALTRE OPERE DELLO STESSO PERIODO - 1852 - 1852

ALTRE OPERE DELLA STESSA CITTA'