Fotofast

1955-1979
RDF
  • BIOGRAFIA Lo studio Fotofast ha origine intorno al 1958 (con sede in Via Col di Lana 8), quando i soci fondatori Alberto Fantini e Riccardo Stegagno diedero forma legale e concretezza ad un’attività professionale già in nuce da qualche anno (1955 ca). Inizialmente ciò avvenne in maniera poco organica e funestata dalla scomparsa precoce di Stegagno, già prima del 1960. Dal 1959, con il trasferimento nella sede storica di Via de’ Foscherari e con l’ingresso di un nuovo socio, Franco Ragazzi, ben presto lo studio entrò a pieno titolo tra quelli più richiesti e quotati nella nostra città per le riproduzioni di opere d’arte. A partire dal primo incarico relativo alla ristampa di tutte le lastre originali del fondo Croci (Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna), ci fu un inserimento progressivo e costante nel mondo culturale che gravitava intorno alla storia dell’arte. Il contatto con Cesare Gnudi, allora soprintendente, li pose nel circuito delle campagne fotografiche sul territorio e il rapporto con l’istituzione universitaria fece ingrossare le fila dei committenti con nomi di studiosi, docenti, professori di fama internazionale. I nomi che escono dallo schedario originale nella sezione committenti o che troviamo in testa al piccolo catalogo a stampa, indicano la rete di relazioni che si stava consolidando e infittendo tra la fine degli anni Cinquanta e la fine del decennio successivo (Bottari, Longhi, Arcangeli, Emiliani, Calvesi, Roli, Volpe, Mahon) e testimoniano l’indiscussa professionalità degli operatori. Da ricordare anche i frequenti rapporti con gli studi di restauro -Santunione e Nonfarmale in testa- che commissionavano le documentazioni dei lavori eseguiti e di cui restano tante testimonianze all’interno del fondo. Nel 1967 Franco Ragazzi lasciò lo studio che cambiò ragione sociale e diventò “Studi Fotofast” (in precedenza Laboratori Fotofast). Questo evento provocò un naturale riassetto organizzativo della struttura dello studio, prima con i due operatori impegnati sul campo e intercambiabili su riprese e stampa e ora con il solo Fantini sempre più orientato verso il settore della fotografia industriale. Progressivamente l’attività legata alle opere d’arte diminuì fino alla chiusura definitiva nel 1979

dal catalogo

DOVE SI TROVANO LE OPERE