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BIOGRAFIA
Lo studio Fotofast ha origine intorno al 1958 (con sede in Via Col di Lana 8), quando i soci fondatori Alberto Fantini e Riccardo Stegagno diedero forma legale e concretezza ad un’attività professionale già in nuce da qualche anno (1955 ca). Inizialmente ciò avvenne in maniera poco organica e funestata dalla scomparsa precoce di Stegagno, già prima del 1960. Dal 1959, con il trasferimento nella sede storica di Via de’ Foscherari e con l’ingresso di un nuovo socio, Franco Ragazzi, ben presto lo studio entrò a pieno titolo tra quelli più richiesti e quotati nella nostra città per le riproduzioni di opere d’arte. A partire dal primo incarico relativo alla ristampa di tutte le lastre originali del fondo Croci (Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna), ci fu un inserimento progressivo e costante nel mondo culturale che gravitava intorno alla storia dell’arte. Il contatto con Cesare Gnudi, allora soprintendente, li pose nel circuito delle campagne fotografiche sul territorio e il rapporto con l’istituzione universitaria fece ingrossare le fila dei committenti con nomi di studiosi, docenti, professori di fama internazionale. I nomi che escono dallo schedario originale nella sezione committenti o che troviamo in testa al piccolo catalogo a stampa, indicano la rete di relazioni che si stava consolidando e infittendo tra la fine degli anni Cinquanta e la fine del decennio successivo (Bottari, Longhi, Arcangeli, Emiliani, Calvesi, Roli, Volpe, Mahon) e testimoniano l’indiscussa professionalità degli operatori. Da ricordare anche i frequenti rapporti con gli studi di restauro -Santunione e Nonfarmale in testa- che commissionavano le documentazioni dei lavori eseguiti e di cui restano tante testimonianze all’interno del fondo. Nel 1967 Franco Ragazzi lasciò lo studio che cambiò ragione sociale e diventò “Studi Fotofast” (in precedenza Laboratori Fotofast). Questo evento provocò un naturale riassetto organizzativo della struttura dello studio, prima con i due operatori impegnati sul campo e intercambiabili su riprese e stampa e ora con il solo Fantini sempre più orientato verso il settore della fotografia industriale. Progressivamente l’attività legata alle opere d’arte diminuì fino alla chiusura definitiva nel 1979