Perez, Fernando

1863-1935
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  • BIOGRAFIA Fernando Perez nasce a Buenos Aires il 6 febbraio 1863. Trasferitosi a Parigi, consegue la laurea in medicina nel 1888 e inizia a esercitare la professione di otorinolaringoiatra e batteriologo tra Parigi e Buenos Aires, distinguendosi per aver effettuato la prima laringectomia in Argentina, nel 1893, e per la sua lotta contro la malaria, endemica in Italia. E' nominato ambasciatore d'Argentina, dapprima in Austria-Ungheria (1909-1913) e in seguito in Italia (1922-1935). In questi anni Perez sostiene l'arte e la cultura argentine, promuovendo acquisizioni di opere per il Museo nazionale di arte di Buenos Aires, e per questo tramite inizia ad interessarsi ai problemi del mercato dell'arte, condizionato nei primi decenni del secolo dalla diffusa circolazione di falsi, tanto nei saloni privati quanto nei grandi istituti pubblici: Perez inizia così a riflettere sulla mancanza di un metodo sicuro a cui gli storici dell'arte possano affidarsi nella valutazione dei dipinti, ritenendo le loro valutazioni troppo soggettive ed eccessivamente legate a criteri estetici e giungendo a teorizzare un approccio triplice alle opere: tettonico, cromatico, estetico. Guidato da questa impostazione e coadiuvato dal fotografo Primo Cascianelli (formatosi tra il 1907 e il 1923 sotto la guida di Giovanni Gargiolli presso il GFN), Perez sviluppa così una tecnica basata sull'uso combinato di un microscopio e una fonte di luce radente e obliqua, che permette di fotografare e studiare la struttura dello strato pittorico, al fine sia di stabilirne l'autografia, sia di indagarne lo stato di conservazione e gli eventuali segni di degrado. Perez si spinge anche ad analizzare le impronte digitali sui dipinti, sostenendo i meriti della luce radente nella "dattiloscopia artistica". Fernando Perez presenta il pinacoscopio, uno strumento di sua invenzione, al convegno ICOM di Roma del 1930. L'eco del suo intervento giunge a Parigi: Perez terrà una conferenza alla Sorbona nello stesso anno. Il 14 ottobre del 1931 Fernando Perez inaugura insieme a Carlos Mainini, medico e docente all'università di Buenos Aires, il Laboratoire pour l’étude scientifique de la peinture, un laboratorio pinacologico presso il Museo del Louvre. Vi lavorano il fotografo Martial Duchiron e Anita Garzia, ricercatrice dell'università di Napoli che contribuirà alla diffusione in Italia della pinacologia: Garzia e Perez danno slancio, infatti, negli stessi anni, al Gabinetto Pinacologico di Napoli, allestito nel 1932 presso la Pinacoteca di Napoli per volontà di Sergio Ortolani. Il laboratorio del Louvre consta di quattro sale: una sala studio con annesso un laboratorio per la realizzazione di ingrandimenti fotografici con il supporto di una tavola luminosa; un secondo ambiente dotato di strumenti ottici più sofisticati (lenti d'ingrandimento mono e bioculari, lenti stereoscopiche, pinacoscopio); la terza sala è destinata alla fotografia delle opere in luce radente con l'utilizzo di lampade scialitiche; la quarta sala è dedicata all'indagine radiografica e a luce ultravioletta. Fernando Perez lavora presso il laboratorio del Louvre fino alla sua prematura morte, il 26 luglio 1935

dal catalogo

DOVE SI TROVANO LE OPERE