Forte, Paola Maria

1931-2023
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  • BIOGRAFIA Viaggiatrice ed esploratrice di formazione giornalista e assistente sociale, Paola Forte (San Casciano Val di Pesa, 1931 – Roma, 2023) dedica la vita alla fotografia e allo studio etnografico di paesi e popoli. Partecipa insieme al marito antropologo Giancarlo Castelli Gattinara, che conosce al Club Alpino Italiano nel 1955, a numerose campagne di studio e alpinismo. Con Giancarlo costituisce un rapporto di collaborazione che dura per un’intera vita, a cominciare dalla comune passione per gli studi sociali e la realtà dell’emarginazione giovanile delle borgate romane che li farà lavorare insieme al Tribunale dei Minorenni di Roma. La montagna è un’altra grande passione condivisa. Grazie a questo interesse, la coppia compie spedizioni di alpinismo esplorativo in Marocco e nel deserto del Sahara in situazioni spesso difficili e in ambienti naturali ostili. La loro sinergia di fotografi, studiosi ed esploratori è il punto forte di tutte le spedizioni e campagne di ricerca compiute insieme e li porterà a vivere una vita fuori dal comune. La fotografia diventa un mezzo importante per raccontare e documentare la ricchezza delle culture delle popolazioni oggetto di studio, nonché strumento indispensabile per le loro ricerche sul campo. Questo lavoro, svolto nell'arco di vari decenni – dai primi anni 60 ai primi anni 2000 – ha dato vita a una delle principali raccolte di etno-fotografia realizzate da studiosi italiani nel secondo dopoguerra. Le prime spedizioni cominciano in Africa, dove Giancarlo è chiamato a condurre ricerche antropologiche sulla cultura Tuareg nel deserto del Sahara e su altre popolazioni africane, come i Peul Bororo. Al seguito, ci sono sempre due cani e la figlia Barbara, che cresce con i bambini Tuareg e alla quale Paola insegna a leggere e scrivere sotto la tenda che la famiglia Castelli Gattinara pianta ai margini degli accampamenti nomadi. Paola studia la lingua e la cultura Tuareg e, proprio grazie al suo essere donna e madre, ha un accesso privilegiato all’universo femminile e a quello dell’infanzia riuscendo a condividere e a fotografare con il suo teleobbiettivo l’intimità della vita quotidiana. Giancarlo preferisce il grand’angolo ed è più proiettato sugli aspetti dell’economia e della vita nomade maschile. Impara il tamasheq e intervista gli uomini Tuareg per approfondire gli studi sulla poesia orale. Grazie a questo doppio sguardo, le fotografie restituiscono un’immagine dall’interno e a 360° della vita di queste popolazioni combinando lo sguardo maschile di Giancarlo, più pubblico, con lo sguardo femminile di Paola, più familiare e privato. Per anni condividono insieme la vita degli accampamenti, fotografando, studiando e a volte seguendo le carovane in lunghi viaggi a cammello. Il deserto del Sahara e i Tuareg diventano la loro seconda casa. Quando rientrano in Italia è il momento di scrivere, riordinare e catalogare le centinaia di immagini e dati raccolti, e dedicarsi alla complicata organizzazione delle successive campagne di studio in Niger, Algeria, Mali, Siria, Tunisia, Mauritania, Libia, Lesotho, India e Tibet, dove Paola continua a scrivere e fotografare. Il ruolo di Paola diventa ancora più rilevante quando una malattia neuro-degenerativa colpisce Giancarlo e non gli consente più di tenere in mano la macchina fotografica. Paola lo sostituisce completamente a partire dalla metà degli anni ’80. La passione per i viaggi e per l’esplorazione negli angoli più remoti del mondo non cessa mai. A causa della crescente difficoltà di Giancarlo a camminare, in Patagonia e in Tibet si avvalgono di cavalli e di yak, continuando a dormire in tenda pur di arrivare nei posti più sperduti. Negli ultimi anni, inevitabilmente più stanziali, Paola applica la sua formidabile memoria e il suo consueto rigore alla cura del loro archivio fotografico, descrivendo toponimi, nomi e situazioni su ogni scatolina e su ogni diapositiva. Riordina l’archivio bibliografico, i diari, gli appunti e le note di campo scritte nei tanti anni di ricerca, svolgendo un lavoro fondamentale per la valorizzazione di informazioni essenziali alla comprensione della cultura delle popolazioni al centro dei loro studi. Lavora alla redazione delle pubblicazioni del marito e delle memorie della sua famiglia

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