L’abitato sommerso della prima età del Ferro del “Gran Carro” di Bolsena

Verso una nuova prospettiva

Sono ancora in corso le attività di ricognizione finalizzate alla delimitazione dell’area occupata dall’insediamento sommerso della prima età del Ferro del Gran Carro di Bolsena da parte del Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza (dott.ssa Barbara Barbaro e Egidio Severi) in collaborazione con il Centro Ricerche Archeologia Subacquea (CRAS Aps) per la tutela del complesso archeologico.

Sono stati individuati infatti per la prima volta i limiti dell’abitato perilacustre che è arrivato a misurare oltre 10.500 m², comprendendo anche l’area della cosiddetta “Aiola”, una struttura monumentale in pietrame dell’ampiezza di 60x80 metri, mai datata con certezza fino ad oggi. Sono state inoltre individuate aree funzionali distinte nell’ambito dello stesso abitato, in parte su palafitta e in parte direttamente a terra, portando ad una definitiva interpretazione, ovvero come possibile punto di approdo, un nodo di passaggio “via lago” tra l’area costiera (Vulci) e l’entroterra (Orvieto), probabilmente anche tramite l’insediamento coevo di Bisenzio.

Oltre alle ricognizioni finalizzate alla tutela, ci si è dedicati anche alla documentazione grazie alla disponibilità di nuove tecnologie.

 

Mappatura dei nuovi pali (dott.ssa Barbaro) Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti
Mappatura dei nuovi pali (dott.ssa Barbaro)

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