Madonna Immacolata
dipinto
(?) 1700 - (?) 1749
Personaggi: Madonna Immacolata. Simboli: mezza luna; stelle; drago. Personificazioni: colomba dello Sipirito Santo
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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MISURE
Altezza: 293
Larghezza: 186
- AMBITO CULTURALE Ambito Italia Meridionale
- LOCALIZZAZIONE Matera (MT)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'opera è in pessimo stato di conservazione: non risulta infatti leggibile. Originariamente era collocata nella chiesa di S. Maria del Piano ma, in un periodo non precisato, venne spostata nella chiesa di S. Nicola. D'altra parte, come notato da Giannattempo, il dogma dell'Immacolata Concezione fu favorito dai teologi francescani (Giannattempo, in Insediamenti francescani in Basilicata, I, p. 101) ed è, dunque, comprensibile che una tela con questo soggetto provenisse proprio da S. Maria del Piano, donata ai frati minori nel 1587 (De Bonis, 1982, p. 24). La chiesa, con relativo convento, ebbe un periodo di crescita soprattutto nei secoli XVII e XVIII, in considerazione anche del fatto che nella seconda metà del Seicento il convento era scuola di teologia (Petrizzi, in Insed. francescani,1988, II, p. 44). Ritornando alla tela, dalla foto è visibile la figura della Vergine che, in preghiera, si erge sulla mezzaluna e il drago, simboli del male.Come già detto, lo stato di conservazione non permette di apprezzare della tela le eventuali cromie, i valori chiaroscurali, rendendo pertanto incompleta l'analisi e la proposta di datazione. Dell'immagine colpisce maggiormente proprio la delicatezza del disegno, la bellezza del volto della Vergine, il modo articolato in cui il mantello poggia sul suo corpo. Si deve notare come l'opera segua un'iconografia dell'Immacolata meno diffusa nel sec. XVII; la si confronti con l'Immacolata della chiesa di S. Antonio a Lauria, opera del Borghese del 1627 (Regina M.V., in Visisbile Latente, 2004, pp. 81-87), o con quella proveniente da Camerota, dello stesso artista, del 1619 (Restaino C., in Visibile Latente, 2004, pp. 76-80). Il pittore dell'Immacolata di Calvello che, con molta probabilità, guarda all'arte campana, sembra seguire solo vagamente questa scia (nell'organizzare la scena con la Madonna, in primo piano, ed un paesaggio sullo sfondo) mentre, almeno per la scelta iconografica, sembra prediligere un modello (che vede, per esempio, la Vergine con i capelli raccolti entro un velo mosso) maggiormente attestato in Italia meridionale nel secolo seguente (a tal proposito, senza voler proporre un confronto diretto, si veda: Carafa R., Visibile Latente, 2004, p. 152; la studiosa rileva anche come questa tipologia abbia un'ampia diffusione nel territorio campano, lucano e pugliese). Certamente lo studio dell'iconografia è solo un elemento da dover tener presente per una datazione, ma come già rilevato, anche l'analisi (da quel pò che si riesce a leggere dalla foto!) sembrerebbe indurre a ritenere la tela del Settecento, forse della prima metà
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1700135953
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0