tovaglia d'altare - manifattura italiana (fine/inizio secc. XVII/ XVIII)
La tovaglia, ricamata lungo il margine inferiore, è rifinita da sontuosi, merletti differenziati sia dimensionalmente che nel decoro ed eseguiti in oro e argento filato a fuselli. Modulo decorativo: Il decoro ricamato che risulta bruscamente interrotto lungo i margini, è costituito da serie orizzontali di racemi mistilinei riccamente decorati al loro i interno e terminanti con esili composizioni floreali. Il decoro della trina A) è costituito da fiori stilizzati con corolla a ventaglio alternati a palmette con basi costituite da doppi girali. Il decoro della trina B) che rifinisce il bordo inferiore è costituito da serie di fiori, tipo peonia, che si alternano a motivi ad "S", i prolungamenti di questi ultimi fungono da elementi di collegamento dando origine ad una impostazione sinusoidale. Costruzione interna del tessuto: Fondo gros costituito da ordito in seta avorio (1 capo, l.t.S, 80/cm) e da trame in seta dello stesso colore (più capi, l.t.S, 22/cm). Ricamo: sete policrome a punto piatto alternato, erba; oro filato e lamellare: punto posato con fermature in seta gialla. Trina A) Argento e oro filato, tecnica a nastro continuo eseguita a fuselli. Trina B) Argento e oro filato, tecnica a punto tela su maglia rotonda eseguita a fuselli; (Cont. in OSS)
- OGGETTO tovaglia d'altare
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MATERIA E TECNICA
filo di seta/ ricamo
filo d'oro/ ricamo
seta/ gros de Tours/ marezzatura/ ricamo
- AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
- LOCALIZZAZIONE L'Aquila (AQ)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE L'attenzione in questo caso è rivolta alle splendide trine. Negli inventari di Napoli e degli Abruzzi le trine d'oro e d'argento sono indicate come di Fiorenza sia che venissero dalla città omonima, sia se prodotte a Venezia, Milano o Genova. Le trine più antiche del territorio italiano compreso tra Roma e la Sicilia, note come "trine dell'Italia meridionale", vengono dagli Abruzzi. Dal Quattrocento orefici, ceramisti e scultori crearono opere solenni. L'operosità delle donne abruzzesi, contribuì alla rinascenza delle arti apprendendo con singolare attitudine l'arte del Tombolo. Tracce di antiche trine rinvenute nell'area abruzzese fanno propendere all'esistenza di grandi centri: L'Aquila, Pescocostanzo e Gessopalena. Pur essendo chiaramente distinte le tre tipologie di merletti, hanno un'antica derivazione dalle trine milanesi. Le trine aquilane, in particolare sono costituite da nastro continuo che gira ininterrottamente come in quelle milanesi e producono ornati vari, fiori e meandri resi con maggiore finezza e ricchezza. Tale lavorazione veniva eseguita negli educandati e presso i conventi. Le monache, provenienti da Milano e da Genova insegnarono varie tecniche alle quali si apportarono cambiamenti tecnico-decorativi tanto che l'Amati, nel suo Dizionario Corografico stampato nel 1866 ca., alla voce Aquila scrive: "Vi si fanno merletti all'uso di Fiandra" (E.Ricci, 1911, pp.3-9)
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
detenzione Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 1300033258
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell'Abruzzo
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i beni ambientali architettonici artistici e storici dell'Abruzzo
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0