misteri del rosario/ San Domenico e Santa Caterina da Siena
Polittico con tavolette figurate dipinte a olio, in legno intagliato, dipinto a tempera magra e parzialmente dorato. Struttura caratterizzata da pilastrini a capitelli ionici su basi modanate, sorreggenti una trabeazione, profilata da cornicette modanate e da motivi a scanalature verticali, su cui si impostano due semitimpani, inquadranti un motivo a cartella rettangolare, racchiuso entro elementi fitomorfi a volute, sormontati da un tondo con il simbolo bernardiniano. Al centro si apre una grande nicchia ad arco a pieno sesto, sostenuto da pilastrini a rudentature, cui si affiiancano due nicchie piccole centinate, racchiudenti le immagini di San Domenico di Guzmàn a sinistra, e di Santa Caterina da Siena a destra. Le tavolette figurate, con i Misteri del Rosario, si distribuiscono simmetricamente lungo i pilastrini, con andamento verticale, dal basso in alto, e nella trabeazione in progressione orizzontale. Completano la decorazione pittorica due cherubi a mezzo busto, raffigurati in posizione speculare ai lati della nicchia centrale
- OGGETTO polittico
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MATERIA E TECNICA
legno/ intaglio/ pittura a olio/ pittura a tempera/ doratura
- AMBITO CULTURALE Ambito Genovese
- LOCALIZZAZIONE Monchio delle Corti (PR)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Il polittico è opera notevolissima per l'accuratezza dell'intaglio e la finezza della decorazione pittorica, riferita già da Laudedeo Testi e da Antonio Santangelo a scuola genovese del sec. XVI, intorno al secondo o al terzo decennio. Cirillo-Godi, cui si deve l'identificazione con S. Caterina da Siena della figura femminile a destra della nicchia centrale (riferita invece a S. Chiara del Testi e dal Santangelo), propongono il 1664, senza tuttavia fornire ulteriori precisazioni al riguardo. Il manufatto fu presumibilmente rimaneggiato in epoche diverse: alla seconda metà del sec. XVII potrebbe risalire l'aggiunta dei due semitimpani e della cartella centrale, per ragioni di affinità strutturale con l'ancona del primo altare a destra posto sotto il titolo di S. Francesco, riconducibile alla bottega dei Ceretti (cfr. scheda n. 08/ 00161072); forse nella stessa occasione furono ridipinti i due cherubi a mezzo busto che rivelano, soprattutto nella trattazione delle ali e degli elementi vegetali, un fare più spento ed appesantito. Con molta probabilità nel sec. XVIII il polittico fu oggetto di un intervento di restauro (i chiodi di tenuta fissati obliquamente sul retro confermano quest'epoca), a causa delle fenditure apertesi verticalmente. Ad interventi di restauro assai più recenti si deve infine la perdita del basamento (ancora descritto dal Testi nel 1922), probabilmente eliminato a seguito del rifacimento del primitivo altare di cui si conserva la sola mensa originaria (cfr. scheda n. 08/ 00161061). Il polittico, non menzionato nel più antico inventario reperito, compilato nel 1628, è descritto per la prima volta in quello redatto nel 1694 come "ancona con Mis.ri del Rosario dorata"
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0800161062
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza
- DATA DI COMPILAZIONE 1990
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- ISCRIZIONI fastigio - 1640 - numeri arabi - a pennello -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0