Apollo e Dafne
I due personaggi sono rappresentati seduti sul terreno. Apollo, sulla destra, con i capelli biondi, indossa una tunica rossa bordata da gallone dorato sotto la quale si intravedono maniche di camicia rimboccate al gomito; a tracolla faretra con frecce; ai piedi altri calzari aperti sulla punta dei piedi con lacci intrecciati. E' rappresentato in atto di ghermire Dafne che si volge con una torsione del busto; posta sulla riva di un torrente, punta un piede sul terreno e mentre l'altra gamba e rivolta verso il corso d'acqua. Le punte delle dita si stanno trasformando in rami di alloro. Porta i capelli biondi raccolti ed ornati da un diadema con perle e pietra preziosa entro castone dorato al centro; un panno giallo sulle gambe; calzari di tessuto azzurro perlaceo alti oltre il polpaccio ornati, sulla fronte in alto, da un gioiello analogo a quello della fronte. Sullo sfondo, a sinistra, la riva opposta del corso d'acqua con alcuni alberi
- OGGETTO dipinto
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MATERIA E TECNICA
tela/ pittura a olio
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MISURE
Altezza: 120
Lunghezza: 140
- AMBITO CULTURALE Ambito Veneto Ambito Genovese
- LUOGO DI CONSERVAZIONE Palazzo Dal Pozzo della Cisterna
- INDIRIZZO via Maria Vittoria, 12, Torino (TO)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE La tela ed il suo pendent, "Angelica e Medoro", pur in assenza di specifiche indicazione reperite sugli esemplari, sui quali sono state identificate solo le etichette inventariali apposte dalla Provincia di Torino, potrebbero essere arredi originali di palazzo Dal Pozzo della Cisterna. Possono, infatti, identificarsi con la coppia di opere di soggetto mitologico che, insieme ai dipinti di soggetto biblico di Pietro da Cortona e Giovanni Francesco Romanelli, vennero acquistate dall'Ente nel 1940 per L. 2000, a seguito dell'acquisizione dell'edificio. Non sono stati individuati, negli inventari patrimoniali della famiglia di collezionisti specifici riscontri, quanto meno tematici, per i dipinti in esame. Per quanto attiene la cronologia, concordando con quanto attestato nell'inventario patrimoniale dell'Ente del 1964 e con quanto affermato da Franco Monetti e Arabella Cifani, appare plausibile, sia per la impostazione della composizione che per la tipologia delle figure, una datazione intorno alla metà del secolo XVII. Da un punto stilistico, piuttosto che le influenze venete proposte da Luigi Mallé, appare assai più probabile che si tratti di un pittore genovese, parzialmente influenzato da Rubens nella corpulenza delle immagini femminili, sostanzialmente vicino ai modi di Valerio Castello (Genova, 1624-1659). Potrebbero far parte di una serie più ampia ispirate a vicende di amori felici ed incompiuti del mito e della letteratura, A. Cifani, P. E. Fiora di Centocroci, F. Monetti, La quadreria e gli ambienti aulici di Palazzo Cisterna, Torino, 1996, p. VII
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente pubblico territoriale
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100210549
- NUMERO D'INVENTARIO 163677
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Torino
- ENTE SCHEDATORE TO
- DATA DI COMPILAZIONE 2004
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2007
- ISCRIZIONI spes. cornice/ in basso/ su etichetta rett. metal., in nero - Provincia di/ Torino/ Invent. N. 163677 - Mallé L./ Verdoia O - corsivo - a impressione -
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0