piviale, serie - manifattura italiana (fine sec. XVII)
l piviali sono confezionati in velluto cesellato ad un corpo color cremisi. Il fondo, color avorio, è ricoperto da una teletta in argento lamellare. Due grandi infiorescenze fantastiche che si ergono su steli impreziositi da foglie e fiori, si susseguono con un andamento verticale, ma alternato, per colonne parallele. Le cappe sono realizzate con 6 pannelli per il manto, 1 per il cappuccio e 2 per la stola. La fodera in tela di lino cerata ora marrone chiaro è in parte celato da un'altra fodera realizzata in due qualità diverse di taffetas giallo. Il piviale è chiuso da una coppia di ganci ornato da un cherubino inserito entro una cornice mistilinea, appliccati su due piccoli pannelli di velluto. Lo stolone e il clipeo sono rifiniti con un gallone in oro filato e lamellare realizzato a telaio, decorato con motivi geometrici. Sull'orlo è posta una frangia in seta rossa e oro, sia filato che lammellare. Una frangia simile, ma più corta decora il cappuccio
- OGGETTO piviale
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MATERIA E TECNICA
filo di seta
filo dorato
filo/ lavorazione a telaio
metallo/ doratura/ sbalzo
seta/ taffetas
seta/ velluto cesellato
tela di lino
tela/ inceratura
tessuto/ laminato in argento
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MISURE
Altezza: 134
Larghezza: 289
- AMBITO CULTURALE Manifattura Italiana
- LOCALIZZAZIONE Vercelli (VC)
- NOTIZIE STORICO CRITICHE Sebbene le cappe non vengano citate nell'inventario redatto nel 1792 (M. Capellino, Testimonianze scelte del rito "eusebiano", Vercelli 1999, pp. 60-117), il tessuto è databile alla fine del Seicento, come emerge dai confronti con il velluto, quasi identico nell'apparato decorativo, a quello impiegato per confezionare un piviale della parrocchiale di Bardonecchia, datato alla fine del XVII secolo (M. Di Macco, Tessuti, ricami e cuoi impressi, in G. Romano (a cura di), Valle di Susa. Arte e Storia dall'XI al XVIII secolo, catalogo della mostra, Torino 1977, pp. 172-173, scheda n. TS.3.), ad una pianeta coeva conservata presso la Cattedrale di Aosta (E. Brunod, L. Garino, La Cattedrale di Aosta (Arte sacra in Valle d'Aosta. Catalogo degli enti e degli edifici di culto e delle opere di arte sacra nella diocesi di Aosta, vol. I), Aosta 1996, p. 531), per il contemporaneo paliotto della Cattedralle di Mondovì (P. Dardanello, Materiali per una ricerca sui tessili di uso liturgico in ancien régime, in I tessili antichi e il loro uso: testimonianze sui centri di produzione in Italia, lessici, ricerca documentaria e metodologica, III Convegno del Centro Italiano per lo Studio della Storia del Tessuto (Torino 1984), Torino 1986, p. 45) al tessuto, collocato fra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, impiegato per stolone della faccia posteriore di una pianeta di Sant'Orso ad Aosta (A. M. Colombo, "Fleurage de velours et broderies d'or". I paramenti liturgici nei secoli XVI e XVII, in B. Orlandoni e E. Rossetti Brezzi (a cura di), Sant'Orso di Aosta. Il complesso monumentale. Vol. I, Aosta 2001, p.339), e, infine, il frammento della Collezione Keir, datato alla seconda metà del XVII secolo (M. King, D. King, European Textiles in the Keir Collection 400 BC to 1800 AD, Londra 1990, p. 202, n. 152).; Inoltre i galloni sono confrontabili con quelli, datati fra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, che rifiniscono una pianeta conservata della Cappella Palatina di Palazzo Pitti (R. Orsi Landini,I galloni d'oro lavorati a Firenze, In R. Orsi Landini, I paramenti sacri della Cappella Palatina di Palazzo Pitti, Firenze 1988, p. 40). Richiama a modelli coevi anche la coppioa di fibbie, confrontabile, per la ricchezza delle cornici, a esempi senesi (D. Liscia Bemporad, Le fibbie da camice delle Contrade senesi, in Paramenti e arredi sacri nelle contrade di Siena, catalogo della mostra di Siena, Firenze 1986, p.88).; In assenza di testimonianze documentarie, si attribuisce il velluto ad una manifattura italiana
- TIPOLOGIA SCHEDA Opere/oggetti d'arte
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CONDIZIONE GIURIDICA
proprietà Ente religioso cattolico
- CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0100198907
- ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli
- ENTE SCHEDATORE Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte
- DATA DI COMPILAZIONE 2001
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DATA DI AGGIORNAMENTO
2006
- LICENZA METADATI CC-BY 4.0