Tamburo imperiale (Tamburo imperiale del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, bene complesso/ insieme)

XX

Tamburo imperiale composto di cassa in legno verniciata di bianco e rosso, alta 52 cm e con diametro di 47, chiusa da pelli d’asino tirate a corda, che passa alternativamente dall'alto in basso da un anello all'altro. La tensione delle due pelli è regolabile mediante dei piccoli legacci di cuoio che tendono più o meno le corde incrociate. La cassa ha un cerchio di ottone sul bordo alto, dove viene agganciata la bandoliera in cuoio che serve per portare il tamburo a tracolla

  • OGGETTO tamburo imperiale del corteo storico della repubblica fiorentina strumento musicale realizzato per fini di rievocazione storica
  • MATERIA E TECNICA materiali vari
    tecniche varie
  • MISURE Diametro: 47 cm
    Altezza: 52 cm
  • CLASSIFICAZIONE STRUMENTI E ACCESSORI/ MUSICALI
  • AMBITO CULTURALE Manifattura Fiorentina
  • ATTRIBUZIONI Non Noto (bottega)
  • ALTRE ATTRIBUZIONI Non Noto (bottega)
  • LOCALIZZAZIONE Firenze (FI)
  • NOTIZIE STORICO CRITICHE I costumi fanno parte della collezione del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina, nato in occasione della rievocazione storica del Calcio Storico Fiorentino, un gioco di palla rinascimentale, organizzata dal Comune di Firenze nella sua forma attuale nel 1930 (BIBR: NARDINI 2020, ZINANNI 2019, CARRATU’ 2018, FROST 2018, SAVELLI 2013, ARTUSI 2011, LASANSKY 2004, 1999, ARTUSI – SOTTANI 1989, GANDI 1936, LENSI 1931). La manifestazione, che vede oggi competere in un torneo a eliminazione diretta le quattro squadre rappresentanti i “quartieri storici” della città, si svolge ogni anno in giugno, con finale in occasione della festa patronale della città di Firenze. Nel contesto del torneo, il Corteo rappresenta la milizia e alcune delle istituzioni cittadine della Repubblica fiorentina (1527-1530), e ha il ruolo di introdurre le partite, con una sfilata a passo di marcia in costumi rinascimentali lungo le vie e le piazze del centro storico della città. Grazie alla sua performance rievocativa, la sfilata del Corteo fornisce al gioco la sua legittimità storica e la sua cornice rievocativa (BIBR: NARDINI 2020). Il fatto che la sfilata si svolga lungo le vie del centro storico di Firenze (e che le partite si giochino nelle sue piazze principali, e con continuità negli ultimi decenni nella piazza in cui si era svolto l’evento originario cui la rievocazione fa riferimento, la “partita dell’assedio” del 1530, Piazza Santa Croce, che reca tra l’altro testimonianze visibili dell’antico gioco rinascimentale del calcio fiorentino) non è un mero dettaglio scenografico, ma un aspetto centrale, costitutivo del valore della manifestazione, della sua rappresentatività nei confronti di una rappresentazione dell’“identità territoriale”, e del connesso legame con la storia della città, inscritta in quelle vie, in quelle piazze e in quei monumenti attraverso la logica del “patrimonio” (BIBR: NARDINI 2020). Svolgendosi nei luoghi centrali della storia e della gloria fiorentina, il Torneo del Calcio Storico sancisce insomma il legame tra attualità e storia, nonché quello tra gli aspetti “materiali” (le piazze, i palazzi, i monumenti del centro storico) e quelli “immateriali” (le “tradizioni”, i saperi, le gestualità, le reti sociali, le appartenenze…) del “patrimonio” della città. La manifestazione perderebbe la sua autenticità e i suoi legami con la storia qualora si svolgesse in altra sede – in una sede cioè priva di evidenti legami architettonici, artistici e “patrimoniali” con la storia e l’identità cittadine. Come ha rilevato Thomas Renard (BIBR: RENARD 2017, p. 118), l’architettura nelle rievocazioni storiche (il Centro Storico di Firenze in questo caso) è più di una mera “scenografia” per la messa in scena di un episodio o dell’identità locale, dal momento che essa contribuisce in maniera determinante a dare forma e significato, attraverso le logiche e i processi di “patrimonializzazione”, al sentimento di appartenenza e ai processi di definizione di quella identità. Nel tempo, il Corteo ha acquisito una relativa indipendenza da quella che rimane ancora oggi la manifestazione più importante cui prende parte, e in formazione ridotta presenzia con funzioni scenografiche e di rappresentanza a molte delle altre manifestazioni organizzate dal Comune di Firenze nel corso dell’anno. A oggi, esso sfila nella sua formazione completa solo in occasione del Torneo del Calcio Storico di San Giovanni. I costumi in dotazione al Corteo, di proprietà del Comune di Firenze, hanno un valore storico-artistico e un pregio artigianale (BIBR: ZINANNI 2019). Si tratta di beni materiali di particolare interesse etno-antropologico, per tutte le ragioni emerse dalla ricerca etnografica volta alla documentazione degli aspetti di interesse etnoantropologico del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico (BIBR: NARDINI 2020, pp. 136-sgg.). In particolare, sembra qui utile evidenziare come i costumi, confezionati fino agli anni più recenti da laboratori sartoriali fiorentini, rappresentino beni che connettono, sia da un punto di vista materiale (economico, produttivo, artigianale, lavorativo eccetera) che simbolico (“immateriale”) la realtà del Corteo della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico con il tessuto sociale della città, o se non altro con una idealizzazione nostalgica del tessuto sociale della città, fatto di conoscenze e di saperi artigianali di cui si lamenta adesso la perdita a favore della colonizzazione del mercato da parte della grande distribuzione (BIBR: NARDINI 2020, pp. 142-143). Questo collegamento tra la realtà del Corteo e quella del tessuto sociale fiorentino si fa evidente anche nel caso del confezionamento e manutenzione degli strumenti musicali in dotazione al gruppo dei Musici e a quello dei Bandierai degli Uffizi del Corteo della Repubblica Fiorentina, affidati prevalentemente a liutai e artigiani locali, come lo Squagli, liutaio della Croce al Trebbio che lavora per il Corteo nel secondo dopoguerra e risistema gli strumenti compromessi dall’alluvione di Firenze del 1966, o Onerati, negozio di strumenti musicali ancora operativo in Via il Prato. Gran parte della terminologia e delle fogge attuali relative ai costumi del Corteo viene coniata dai promotori della reintroduzione del calcio in epoca fascista, un processo che viene documentato nel testo di Alfredo Lensi (BIBR: LENSI 1931), il quale servirà da riferimento per la definizione di nomi e ruoli delle figure del Corteo, anche quando queste vengono introdotte nella sfilata in tempi più recenti (come per esempio i gruppi degli Archibusieri o dei Bandierai degli Uffizi: BIBR: NARDINI 2020). È il testo di Lensi che definisce una volta per tutte le fonti centrali nella ricostruzione del gioco, ed è questo testo (e le fonti di riferimento) che verranno usati per tutto il periodo successivo per eventuali modifiche nell’organizzazione del Corteo, e per le pubblicazioni che lo riguardano. I tamburi compaiono regolarmente nella documentazione cui i promotori della rievocazione del 1930 fanno riferimento per ricostruire il gioco, lo “spirito” delle partite e i costumi del tempo. Nelle cronache relative alla partita che offre la cornice narrativa-performativa alla rievocazione, la “partita dell’assedio” del 17 febbraio 1530, i tamburi e le trombe contribuiscono a creare l’atmosfera di festa che si confaceva al gioco del calcio (una manifestazione non meramente ludica ma anche cerimoniale: BIBR: BREDEKAMP 1995) e, nella particolare condizione in cui si trovava Firenze in quei giorni, assediata e ridotta allo stremo delle forze, vengono sistemati sulla tettoia della navata maggiore di Santa Croce, affinché il nemico possa sentire che i fiorentini stanno festeggiando e non temono la sua presenza né le sue cannonate (BIBR: MONTI 2013, p. 186, LENSI 1931, p. 114, VARCHI 1858). L’uso dei musici, tamburi e trombetti, come provocazione del nemico durante l’assedio della Firenze repubblicana viene riportato da Varchi nella sua Storia Fiorentina (BIBR: VARCHI 1858), anche in relazione a un episodio differente, che si svolge nell’ottobre 1529 ma che con il calcio non ha nulla a che fare (BIBR: MONTI 2013, p. 123). La rappresentazione di un tamburino intento a suonare il suo tamburo domina anche una delle incisioni più celebri sul gioco rinascimentale, quella di Jacques Callot datata attorno ai primi due decenni del Seicento, onnipresente nella bibliografia relativa al Calcio Storico e al gioco rinascimentale del calcio fiorentino (è l’illustrazione riportata sulla copertina del libro di Bredekamp, per esempio, BIBR: BREDEKAMP 1995, e riprodotta in molti dei testi di Luciano Artusi sulla manifestazione). Il tamburo costituisce dunque un elemento iconografico fondamentale e caratterizzante per la manifestazione, sia per quanto riguarda le fonti scritte e iconografiche che l’hanno ispirata che nella sua conformazione attuale: come è stato segnalato nella sezione NRC Notizie Raccolte sul Campo, infatti, il tamburino in costume giallo che guida l’impianto ritmico della manifestazione col suo tamburo imperiale rappresenta il simbolo del Calcio Storico e del Corteo della Repubblica Fiorentina nei manifesti che li pubblicizzano e nei documenti ufficiali. Il modello di un tamburino col suo tamburo viene raffigurato nei bozzetti di studio che Alfredo Lensi produce in preparazione dell’allestimento dei costumi e degli strumenti in dotazione al Corteo della Repubblica Fiorentina in occasione della sua nascita e della sua prima manifestazione, la partita del Calcio Storico del 1930 (FTAN: DGT000067). Il tamburo del bozzetto non corrisponde esattamente nelle proporzioni, ma riporta il giglio laterale e le corde che tendono le pelli, come lo strumento qui catalogato
  • TIPOLOGIA SCHEDA Beni demoetnoantropologici materiali
  • FUNZIONE E MODALITÀ D'USO Strumento musicale per rievocazione storica
    Il tamburo imperiale viene utilizzato in occasione della sfilata del Corteo della Repubblica Fiorentina lungo il percorso prestabilito nelle vie del centro storico di Firenze, in occasione delle partite annuali del Torneo del Calcio Storico Fiorentino, e della altre manifestazioni delle "Tradizioni fiorentine" organizzate dal Comune di Firenze cui il gruppo dei Musici prende parte. Viene utilizzato anche nel corso dell'anno alle prove cui i Musici si sottopongono regolarmente per costruire o mantenere le loro abilità musicali e coreutiche. Il tamburo viene tenuto a tracolla grazie a una bandoliera in cuoio fissata all'anello di ottone posto sul bordo alto della cassa in legno, e suonato con bacchette
  • LUOGO DI REALIZZAZIONE Firenze (FI) - Toscana , ITALIA
  • AUTORE DELLA FOTOGRAFIA Nardini, Dario
    Mariani Manes, Claudio
  • CONDIZIONE GIURIDICA proprietà Ente pubblico territoriale
  • CODICE DI CATALOGO NAZIONALE 0901390609
  • ENTE COMPETENTE PER LA TUTELA Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • ENTE SCHEDATORE Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato
  • DATA DI COMPILAZIONE 2021
  • LICENZA METADATI CC-BY 4.0

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